Tra non molto avranno inizio i giochi olimpici, per la precisione la ventiquattresima edizione dei giochi da quando il barone Pierre de Coubertin li ha introdotti, per ricalcare quelli dell’antica Grecia.
I giochi per la precisione nascono per unificare le coscienze e per unire gli atleti in un cosiddetto “spirito sportivo”.
Certo mi rendo conto che questa visione de cubertiana dello sport è quantomeno utopica, vista la competitività raggiunta negli anni da questo evento sia a livello di marketing e di pubblicità ma soprattutto a livello atletico(competitività atletica a mio parere derivante, in parte dalle rivalità nazionali ma in realtà diretta conseguenza dei grandi premi in denaro che vengono dati agli atleti in caso di medaglie).
Alle prossime olimpiadi parteciperanno ben 193 paesi facenti parte delle nazioni unite di cui la maggior parte schierate contro la pena di morte, e pronte ogni qual volta sia necessario ad inorridire di fronte all’ennesimo omicidio da parte di uno stato americano, però non in grado di schierarsi in maniera netta e decisa nei confronti del tritacarne Cina.
Ora io personalmente ritengo assurdo prestarsi a una simile farsa, e incoerente mandare i nostri atleti a cantare l’inno di Mameli e a salutare il tricolore nella “Rossa” Cina.
Rossa come il suo regime Pseudo-comunista
Rossa del sangue dei monaci tibetani.
Rossa del sangue dei bambini morti sotto le scuole di cartone.
Rossa del sangue delle 22 persone che vengono giustiziate ogni giorno in carcere con processi sommari (per i 65 reati per cui è applicabile la pena di morte in cina).
martedì 20 maggio 2008
L'ipocrisia dello Sport
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L'ipocrisia non è dello Sport, ma di tutti coloro che guadagnano fior fior di cifre attorno allo sport, uccidendone la natura puramente "sportiva". Senza contare che fino a che ci saranno paesi con la pena di morte, come ad esempio l'america, che di sicuro non verrebbero mai boicottati (tantomeno dall'italia...) sarebbe ipocrita boicottare la cina, che si limita ad applicare gli stessi sistemi "americani" sul proprio territorio, rapportandoli alle proprie cifre. Parlando di "sistemi americani" mi riferisco ad esempio alle multinazionali americane, che non rispettano assolutamente i diritti umani di tutela del lavoro (e a volte anche della vita.)
RispondiEliminaCaro nino amo , vai a leggere nel forum dove sotto lo pseudonimo di bird of paradise ho espresso meglio le mie idee, che non vogliono essere di certo filo americane. Ciao grazie del commento.
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