sabato 25 ottobre 2008

e che caos

La legge 133 ha avuto quanto meno il merito di mettere in luce i veri volti della discutibile democrazia italiana. La sacrosanta protesta di studenti, ricercatori e docenti ha infiammato animi celebri e meno celebri. Se da un lato gli studenti scendono in piazza per contrastare l'inarrestabile declino dell'istruzione pubblica, dall'altro i cervelloni della politica italiana, anche quelli che ormai hanno la stessa età degli olivi secolari, snocciolano metodi degni di Pol Pot, chiaro segno di difficoltà dovute alla senilità.
Ci si ritrova davanti a un tentativo di mutamento dell'istruzione. Ormai da 15 anni la politica interviene sulla scuola e sull'università, indirizzando i propri sforzi a favore dell'università privata: l'obiettivo è creare dei poli universitari d'alta qualità a scapito di tutti gli altri, che non avranno fondi, strutture per competere. Si garantirebbe in questo modo una valida istruzione solo a pochi eletti, sul modello americano. Non c'è dubbio che sia difficile conciliare l'università di massa con l'eccellenza, lo dimostra l'attuale sistema italiano e le scelte di alcuni altri paesi occidentali. Ma per riformulare questo settore, che la politica dovrebbe vedere come una grande risorsa, c'è la necessità di competenza, un progetto chiaro che spieghi quale modello si ha intenzione di emulare, che dica con trasparenza qual è il progetto che il governo ha riguardo l'istruzione italiana.
Fino ad oggi solo un caos imbarazzante fra ordinamenti che cambiano come il vento, agglomerati di persone disorientate e parcheggiate in attesa di una svolta.
Ora si scende in piazza e nelle assemblee: ma non c'è unità. Gli studenti sono divisi sul metodo di protesta. Il dialogo è nullo. I gruppi organizzati hanno voce istituzionale, i collettivi continuano a barcamenarsi tra la fantasia, il sogno e il "somigliare ai loro acerrimi nemici". Si discute grettamente se essere rapresentati o se continuare una protesta individuale: sembra non interessi effettivamente raggiungere l'obiettivo unico e sacrosanto: cancellare la 133!!!!


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