Adesso che le elezioni elezioni legislative hanno dato un verdetto chiaro, indiscutibile, con la vittoria di Berlusconi e della Lega, nonchè con la prevedibile (e da me anticipatamente prevista su questo blog qualche giorno fa) uscita di scena della sinistra italiana dalla vita politica di questo Paese, adesso che nel nostro parlamento non siederà più nessun gruppo parlamentare apparentato al Partito Socialista Europeo, diventando, di fatto, l'assemblea più a destra d'Europa, si può guardare alle prossime elezioni amministrative di Roma per prendere alcuni spunti e capire dove la sinistra italiana ha ampiamente fallito.
Per le strade di Roma, nei dibattiti tra la gente di strada, nei bar, nelle università, un argomento sembra imperante e travolgente: il tema della sicurezza. Non serve essere degli acuti osservatori per percepire che il vento che sta gonfiando le vele del candidato sindaco sign. Alemanno, del PDL, è la paura. A Roma la paura è un sentimento comune nel popolo ed assume sempre più la forma del terrore dello straniero, del barbaro che ruba, uccide e stupra nel buio della notte. Nei dibattiti televisivi è stato evidente l'imbarazzo del sign. Rutelli, candidato sindaco del PD alleato anche con la Sinistra Arcobaleno extra-parlamentare, a dare risposte razionali alle paure dei Romani. Questa "insicurezza sulla sicurezza" è sicuramente una delle cause del più grave insuccesso politico delle sinistre dal dopoguerra ad oggi. Davanti alla richiesta di tolleranza zero, le sinistre non hanno saputo trovare argomenti capaci di smontare la percezione di una vita "in pericolo". Questo perchè, sebbene tutti gli esponenti del Partito Democratico e della Sinistra extra-parlamentare percepiscano la discrepanza tra i dati reali e la percezione popolare, nessuno è stato capace di far capire che il problema della sicurezza è, nella sostanza, un fantasma creato ad arte dai mezzi di comunicazione. Le statistiche parlano chiaro ed indicano che il luogo più insicuro in cui stare è la propria casa, ma non per furti, rapine, assalti o per il vicino dall'istinto omicida, bensì perchè la stragrande maggioranza delle violenze sono di tipo familiare. In particolar modo, le violenze sulle donne fra le mura domestiche, operata non dall'"extracomunitario", ma dal ben più rassicurante marito o da un parente di sesso maschile, è il fenomeno che maggiormente dovrebbe preoccupare, lasciando alle aggressioni da parte di estranei (aggressioni non vuol dire furti, ma violenze sessuali e fisiche) una percentuale irrisoria rispetto al totale. La sinistra è stata colpevolmente fallace nel rendere consapevoli gli Italiani di questi dati, lasciando mano libera alla cattiva informazione che fa di città come Roma e Milano il ritratto che si farebbe di Lagos in Nigeria, una delle metropoli più pericolose al mondo. Persino il New York Times ha detto di recente che Roma non è mai stata così sicura dai tempi dell'Impero Romano (per controllare: http://travel.nytimes.com/2008/04/20/travel/20rome.html) ed un giornalista newyorkese sa bene di cosa parla quando tratta di sicurezza, in quanto la sua città è stata tra le più violente mai esistite dalle sue origini fino a pochi anni fa, fino a quando il sign. Rudolph Giuliani, con la sua tolleranza zero, non ha letteralmente cacciato tutti gli indesiderati dalla centro urbano. A chi crede che ciò sia avvenuto con intelligenza, faccio notare che il famigerato quartiere di Harlem è oggi la "vetrina" d'America, un quartiere modello...solo che non c'è più un nero sulle sue strade, solo bianchi. I neri sono andati fuori città e non danno più fastidio, stanno nei ghetti e preparano naturalmente vendetta per essere stati scacciati da casa loro, vendetta che esploderà, come ciclicamente accade, in episodi di violenza reale, come accaduto nelle banlieux francesi per molto meno. Cacciare i Rumeni, gli Zingari, gli Arabi, gli Africani dalle nostre città non risolverà i problemi, ne creerà di ben peggiori se la soluzione proposta è l'emarginazione.
Un ultimo appunto che vorrei sottolineare; cito da La Repubblica, trafiletto invisibile a pg. 11 di oggi, giovedì 24 aprile: "Come è possibile che un Romeno senza fissa dimora, accusato dello stupro a La Storta, sia assistito da un famoso penalista difensore anche del giudice Metta nel processo Lodo Mondadori? E guarda caso uno dei soccorritori della ragazza è tra i firmatari con Alemanno del patto per la sicurezza...", firmato Mario Di Carlo, Partito Democratico. Io aggiungerei...come è possibile che se io chiamo i Carabinieri trovo sempre occupato e, anche avendo assoluto bisogno di un intervento immediato, arrivano dopo più di un'ora, mentre nel caso specifico, dopo pochissimi minuti, a La Storta c'era una pattuglia? Se il Partito Democratico avesse dubbi sul caso, che darà probabilmente al sign. Alemanno la vittoria, dovrebbe urlarlo a mezzo stampa, invece si contenta di un trafiletto da leggere per sbaglio. L'informazione non svolge il suo dovere, la dirigenza dei partiti ancor meno, per questo è del tutto naturale perdere.
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