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domenica 2 novembre 2008







venerdì 31 ottobre 2008





100'000 ???

100'000 ???

Questa foto ritrae una parte del corteo universitario, il corteo che attraversa via Cavour. In questa foto ho da fare diverse notazioni:
1) La testa del corteo è già passata.
2) La coda del corteo deve ancora svoltare da dietro il palazzo ad angolo.
3) Questa foto ritrae una frazione del corteo universitario.
4) L'intero corteo è stato diviso in 3 parti per l'enorme afflusso e la parte maggiore si è mossa verso Piazza del Popolo.

Bene, fatte queste piccole notazioni non vengano a dirmi che eravamo Centomila perchè non è vero. Mi spieghino invece perchè non esistono foto scattate dai numerosi elicotteri della polizia che volteggiavano sulla città. La verità è che ieri un Milione di persone e forse più hanno paralizzato una città enorme.


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martedì 29 aprile 2008

Si parla ancora di fascisti!!!!!!!!!!!

La vittoria di Alemanno sancisce la definitiva sconfitta di Veltroni. Perdere la capitale non era previsto. Quello che solo due anni fa era definito il "sistema Veltroni" e che ebbe un notevole consenso, si è rivelato solo un gioco di immagine. Inevitabilmente si è afflosciato sul suo vuoto di contenuti. Il cinema, la cultura, la televisione, "l'uomo nuovo" sono una strategia che non può e non deve governare. Quando un partito amministra per 15 anni vince solo se può rivendicare un lavoro svolto con serietà, pragmaticità e concretezza. Contano i risultati.
Ha vinto un uomo di destra. Personalmente non sono dispiaciuto, fosse solo per la deprimente campagna elettorale attuata dalle sinistre: Alemanno è stato definito fascista e picchiatore. Non ci si rende conto che siamo a 60 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, passati da una svolta di Fiuggi che ha consegnato i reduci alla storia. I fascisti esistono solo in sparute minoranze, extraparlamentari, che seppur violente, molto violente(da disperdere), appartengono ad una parte estranea al contesto politico che decide e governa. (Solo chi governa può far si che rimangano una minoranza). Parlare di Alemanno fascista, come fa anche l'Indipendent questa mattina, vuol dire appartenere ad un contesto politico basato sulla mediocrità e sul ritardo ideologico proprio di questo paese, che non può far sperare niente di buono. Alemanno avrà tempo e modo per dimostrare il suo valore e fra 5 anni sarà sottoposto a giudizio elettorale. Onestà e intelligenza vogliono che prima di esprimere un giudizio su una azione politica bisogna provarla e giudicarla. Ricordando sempre che chi la pensa diversamente non è un cretino o un ignorante.

lunedì 28 aprile 2008

Sono allocchi questi Romani?

Sebbene un'elezione locale sia difficilmente paragonabile al risultato di elezioni politiche, credo che la tornata elettorale delle amministrative meriti molte considerazioni ed io, ancor più perchè romano, mi sento in dovere di conferire al ballottaggio di Roma la dovuta attenzione, in quanto l'esito finale della consultazione deve avere effetti importanti. Partiamo da un dato: per la prima volta nell'era repubblicana la Capitale sceglie di affidarsi ad un esponente che ha maturato la sua esperienza politica nell'ambiente dell'MSI del sign. Almirante. Prima del sign. Alemanno, la città aveva sempre optato per candidati della Democrazia Cristiana oppure del Partito Comunista Italiano. Dopo l'uragano di Tangentopoli e la scomparsa della DC, Roma ha sempre scelto di schierarsi con i candidati del centro-sinistra, il sign. Rutelli prima, il sign. Veltroni poi, nonostante spesso Alleanza Nazionale fosse il primo partito della metropoli. Cosa ha determinato questo cambio radicale, per molti sprovveduti inatteso? Il tema della sicurezza, con relativo vaticinio finale, l'ho affrontato nel post precedente e non ho intenzione di tornarci. Roma è un laboratorio politico, con cittadini particolarmente attaccati alle decisioni comunali, nel complesso, mediamente informati nonostante uno scenario di ignoranza dilagante. Oggi, dagli ambienti del PD, sento un fastidioso ritornello che, tradotto, potrebbe suonare così...i Romani sono stati degli allocchi, hanno abboccato all'amo e ingoiato il boccone avvelenato dell'insicurezza. Sicuramente in parte è vero, ma analizzare in questa maniera una sconfitta di queste dimensioni è veramente un'opera dilettantistica. Roma, nel progetto del sign. Veltroni, doveva essere il serbatoio stabile e dai "voti sicuri" del suo partito. Tutti gli esponenti del PD consideravano Roma ideologicamente inamovibile, per cui trascurabile in ottica elettorale. I fatti sono ben diversi. La pochezza dell'amministrazione del sign. Veltroni è stata tale che, per mascherare la totale mancanza di interventi strutturali sul tessuto urbano, al ballottaggio si è dovuto far leva sul sentimento antifascista per fermare la marea nera. Per quindici anni ci si scorda che è ovvio dovere di una formazione di centro-sinistra quello di essere antifascista e si riprende la questione dal cassetto impolverato per portare il proprio candidato sulla poltrona non più sicura. I Romani, evidentemente, così allocchi non sono e hanno trovato la cosa del tutto inadeguata nella bocca di chi la parola antifascismo l'ha forse pronunciata nelle manifestazioni del '68 per poi dimenticarsene il giorno successivo.
A ciò si aggiunga che, come l'antifascismo, dovrebbe essere ovvio dovere di una formazione di centro-sinistra decidere interventi in favore della fascia più debole della popolazione. Concetto del tutto sconosciuto invece a questo centro-sinistra nostrano, per cui Roma e, in generale, il mondo, è il centro, non le periferie dove vivono tutti. Così come si suppone che un sindaco di centro sinistra non sia inflessibile solo con le occupazioni abusive, ma anche con le aggressioni di squadracce fasciste (in continuo aumento, ma in presenza di questi fenomeni si è parlato di equidistanza, mentre il sign. Veltroni voleva deportare in massa i Romeni fuori dalla città, rischiando una crisi diplomatica con la Romania, Paese membro dell'Unione Europea). Se anche semplicemente l'amministrazione avesse fatto il suo dovere istituzionale, quindi garantendo il decoro urbano, tralasciando del tutto gli elettori che ti hanno portato ad occupare la poltrona che si ha sotto il deretano, si sarebbe dovuto intervenire in maniera decisa sulla pulizia, sulle strade, sulle infrastrutture, sulla manutenzione dei parchi, insomma, su tutte le normali incombenze di un'amministrazione comunale. Ma neanche questo è stato fatto. E su questo i Romani hanno deciso. Secondo me hanno deciso male, molto male, i miei concittadini. Ma non sono allocchi e hanno severamente punito chi davvero pensava lo fossero e che credeva, ingenuamente, di nascondere con i fuochi d'artificio la propria politica fallimentare. Chi ha consegnato il Paese e Roma alla destra più reazionaria d'Europa ha il dovere di prendere atto della propria devastante sconfitta e rassegnare le dimissioni seduta stante, perchè solo una gestione del tutto dissennata dell'amministrazione locale e della politica nazionale poteva portare a un risultato del genere.

giovedì 24 aprile 2008

L'insicurezza sulla sicurezza.

Adesso che le elezioni elezioni legislative hanno dato un verdetto chiaro, indiscutibile, con la vittoria di Berlusconi e della Lega, nonchè con la prevedibile (e da me anticipatamente prevista su questo blog qualche giorno fa) uscita di scena della sinistra italiana dalla vita politica di questo Paese, adesso che nel nostro parlamento non siederà più nessun gruppo parlamentare apparentato al Partito Socialista Europeo, diventando, di fatto, l'assemblea più a destra d'Europa, si può guardare alle prossime elezioni amministrative di Roma per prendere alcuni spunti e capire dove la sinistra italiana ha ampiamente fallito.
Per le strade di Roma, nei dibattiti tra la gente di strada, nei bar, nelle università, un argomento sembra imperante e travolgente: il tema della sicurezza. Non serve essere degli acuti osservatori per percepire che il vento che sta gonfiando le vele del candidato sindaco sign. Alemanno, del PDL, è la paura. A Roma la paura è un sentimento comune nel popolo ed assume sempre più la forma del terrore dello straniero, del barbaro che ruba, uccide e stupra nel buio della notte. Nei dibattiti televisivi è stato evidente l'imbarazzo del sign. Rutelli, candidato sindaco del PD alleato anche con la Sinistra Arcobaleno extra-parlamentare, a dare risposte razionali alle paure dei Romani. Questa "insicurezza sulla sicurezza" è sicuramente una delle cause del più grave insuccesso politico delle sinistre dal dopoguerra ad oggi. Davanti alla richiesta di tolleranza zero, le sinistre non hanno saputo trovare argomenti capaci di smontare la percezione di una vita "in pericolo". Questo perchè, sebbene tutti gli esponenti del Partito Democratico e della Sinistra extra-parlamentare percepiscano la discrepanza tra i dati reali e la percezione popolare, nessuno è stato capace di far capire che il problema della sicurezza è, nella sostanza, un fantasma creato ad arte dai mezzi di comunicazione. Le statistiche parlano chiaro ed indicano che il luogo più insicuro in cui stare è la propria casa, ma non per furti, rapine, assalti o per il vicino dall'istinto omicida, bensì perchè la stragrande maggioranza delle violenze sono di tipo familiare. In particolar modo, le violenze sulle donne fra le mura domestiche, operata non dall'"extracomunitario", ma dal ben più rassicurante marito o da un parente di sesso maschile, è il fenomeno che maggiormente dovrebbe preoccupare, lasciando alle aggressioni da parte di estranei (aggressioni non vuol dire furti, ma violenze sessuali e fisiche) una percentuale irrisoria rispetto al totale. La sinistra è stata colpevolmente fallace nel rendere consapevoli gli Italiani di questi dati, lasciando mano libera alla cattiva informazione che fa di città come Roma e Milano il ritratto che si farebbe di Lagos in Nigeria, una delle metropoli più pericolose al mondo. Persino il New York Times ha detto di recente che Roma non è mai stata così sicura dai tempi dell'Impero Romano (per controllare: http://travel.nytimes.com/2008/04/20/travel/20rome.html) ed un giornalista newyorkese sa bene di cosa parla quando tratta di sicurezza, in quanto la sua città è stata tra le più violente mai esistite dalle sue origini fino a pochi anni fa, fino a quando il sign. Rudolph Giuliani, con la sua tolleranza zero, non ha letteralmente cacciato tutti gli indesiderati dalla centro urbano. A chi crede che ciò sia avvenuto con intelligenza, faccio notare che il famigerato quartiere di Harlem è oggi la "vetrina" d'America, un quartiere modello...solo che non c'è più un nero sulle sue strade, solo bianchi. I neri sono andati fuori città e non danno più fastidio, stanno nei ghetti e preparano naturalmente vendetta per essere stati scacciati da casa loro, vendetta che esploderà, come ciclicamente accade, in episodi di violenza reale, come accaduto nelle banlieux francesi per molto meno. Cacciare i Rumeni, gli Zingari, gli Arabi, gli Africani dalle nostre città non risolverà i problemi, ne creerà di ben peggiori se la soluzione proposta è l'emarginazione.
Un ultimo appunto che vorrei sottolineare; cito da La Repubblica, trafiletto invisibile a pg. 11 di oggi, giovedì 24 aprile: "Come è possibile che un Romeno senza fissa dimora, accusato dello stupro a La Storta, sia assistito da un famoso penalista difensore anche del giudice Metta nel processo Lodo Mondadori? E guarda caso uno dei soccorritori della ragazza è tra i firmatari con Alemanno del patto per la sicurezza...", firmato Mario Di Carlo, Partito Democratico. Io aggiungerei...come è possibile che se io chiamo i Carabinieri trovo sempre occupato e, anche avendo assoluto bisogno di un intervento immediato, arrivano dopo più di un'ora, mentre nel caso specifico, dopo pochissimi minuti, a La Storta c'era una pattuglia? Se il Partito Democratico avesse dubbi sul caso, che darà probabilmente al sign. Alemanno la vittoria, dovrebbe urlarlo a mezzo stampa, invece si contenta di un trafiletto da leggere per sbaglio. L'informazione non svolge il suo dovere, la dirigenza dei partiti ancor meno, per questo è del tutto naturale perdere.

 
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