domenica 9 novembre 2008

Che il buon Dio.................

Ancora Cossiga. L'ex Presidente della Repubblica continua a dare lezioni di strategia terroristica, sostenendo la necessità di un morto, meglio se vecchio o bambino, utile a mettere in cattiva luce i manifestanti, ponendoli in contrasto con l'opinione pubblica. Oltre a ritrovare episodi del passato mi chiedo se sia necessario dare spazio al vecchietto, ormai totalmente incapace di intendere e volere; se ci sia bisogno di ascoltarlo. Cossiga non si rassegna che la vecchiaia l'abbia messo in disparte, che non può fregar niente a nessuno se lui ha un'opinione. Ma non ha dei nipotini a cui badare? Probabilmente non si fidano di lui neanche i figli (se li ha).Gli anziani bisognerebbe capirli. Arriva il momento in cui le facoltà mentali vengono meno, ma comunque è giusto sempre rispettarli. Con Cossiga non me la sento. La violenza e le follia che emenrgono dalle sue parole mi portano a non giustificarlo in nessun modo. Il fatto che sia stato Presidente della Repubblica non è che un'aggravante. Inoltre la dice lunga sulla qualità della democrazia italiana. In attesa di buone nuove riguardo il carissimo Presidente Cossiga, non posso che auguragli "LUNGA VITA"!!!!

giovedì 6 novembre 2008

un imbarazzante vecchietto....


Il vecchietto sarebbe il nostro presidente del consiglio, malgrado i suoi media non vogliano mai farlo notare, il cavaliere ha ormai una certa età. E se in gioventù può aver detto delle sciempiaggini, a causa dell'immaturità, ora che la vecchiaia gli ha portato la "demenza senile" in dono, il Silvietto nazionale non perde occasione per dire delle sciempiaggini, senza poi ricordare di averlo fatto..... proprio come un imbarazzante vecchietto.....

<<''Ho detto al presidente (Medvedev, ndr) che Obama ha tutto per poter andare d'accordo con lui: perche' e' giovane, e' bello e abbronzato e quindi penso che si possa sviluppare una buona collaborazione''>>

Vi sembra un commento degno di un presidente del consiglio a colloquio ufficiale con un rappresentante di una delle potenze mondiali?
Vi sembrano le parole degne di un Presidente del consiglio?
Vi sembrano parole degne di un qualsiasi rappresentante del governo?
Vi sembrano parole degne di una persona qualsiasi che mantenga la propria sanità mentale?

A me sembrano parole più adatte ad un vecchietto razzista, e che a causa della tarda età, non controlla più tanto bene ciò che dice......

Come qualcuno disse una volta, Madre Natura è così lungimirante da far dimenticare a certi vecchietti, le oscenità che hanno appena detto; e infatti non è raro che "nonno Silvio" si ritrovi a rispondere inebetito, nel sentire ripetute le proprie parole, <<"no, io questo non lo ho mai detto">>, in un momento di lucidità, rendendosi conto della castroneria, si appella ad una memoria da vecchietto (affetto da demenza senile).

Signori non c'è poi molto da scuotere la testa, non è colpa sua, è colpa nostra, che lo abbiamo messo lì (di chi lo ha votato in primis, e di tutti noi altri che non lo abbiamo impedito)......

Io dal canto mio mi sento di fare le mie più sentite scuse al neo-eletto Presidente Americano, e a chi prima di lui è stato oggetto degli imbarazzanti commenti del vecchietto.....





http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_792790460.html



P.s.
sempre per rimanere nella "buona fede", altrimenti dovremmo ipotizzare che ci stia marciando....










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mercoledì 5 novembre 2008

Barack Obama Vince

È ufficiale Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti.

Basta con Dell'Utri.

Oggi su Corriere.it è riportata un'intervista di Klaus Davi per "KlausCondicio"a Marcello Dell'Utri. (scusate se riporto questa notizia). Ma è normale che Klaus Davi intervisti un "pezzo di onestà" quale è il signor Dell'Utri e si dia tanto risalto sulla più letta testata d'Italia? Ma lasciando perdere il soggetto, sono i contenuti a turbare sempre più.Perchè l'ideatore di Forza Italia, carissimo amico del Premier, parla a tutto campo, definendo Mangano un eroe "a modo suo: "Malato com'era, sarebbe potuto uscire dal carcere e andare a casa, se avesse detto solo una parola contro di me o contro il presidente Berlusconi. Invece non lo ha fatto. Per me è un eroe, a modo suo". Parla della Rai, sostenendo che il problema non è dare le notizie ("sennò si torna al fascismo"), ma sono gli anchorman che hanno una "faccia gotica" e non trasmettono quell'ottimismo che il Premier cerca di dare. Stranamente fa esplicito riferimento a Rai Tre. Aspettiamo con ansia che le notizie di borsa, di politica o di cronaca nera ce le comunichi un gran pezzo di donna....così di sicuro la percentuale maschile avrà difficoltà a concentrarsi. Spazia Dell'Utri, parla di Saviano, ritiene che l'antimafia sia un bene, fino a quando non fa politica. Solita polemica pesonale decisamente ridicola. Si sente una vittima dell'antimafia. Conclude parlando delle manifestazioni anti-Gelmini, parlando di occupazioni che impediscono in maniera fascista agli studenti di frequentare le lezioni: ormai non discuto neanche più i contenuti......se Dell'Utri, che dovrebbe pagare in carcere le sue malefatte, merita ancora ascolto è scandaloso, come scandalosa è la stampa italiana. Klaus Davi parte già svantaggiato per il nome, lo lascio alla sua di vergogna, ma la grande oscenità sta dalla parte di chi dirige il Corriere. Senza pudore.


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domenica 2 novembre 2008







venerdì 31 ottobre 2008





Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950


Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"


Piero Calamandrei



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